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[LIBERA][MENTE

CONSULENZA E PRATICHE FILOSOFICHE

[PER USCIRE DALLE GABBIE

GENITORI CON LE ali

autostima liberta' indipendenza

Liberarsi dalle gabbie per dare le ali ai figli"

IN 12 SETTIMANE

CHE COSA PUO' FARE PER TE IL MIO PERCORSO TRASFORMATIVO

LA DIFFICOLTA' DI FARSI ASCOLTARE DA UN FIGLIO

Quando da genitori ci si trova ad affrontare l'educazione dei figli, a insegnare loro cosa è giusto e cosa è sbagliato, quando si cerca di trasmettere i valori importanti della vita, dell'impegno, quando si cerca di correggere i loro atteggiamenti o comportamenti sbagliati, quando si cerca di farli studiare, capita che i propri tentativi finiscano per generare liti, discussioni o addirittura un peggioramento del loro comportamento.

Si prova di tutto: a parlare, a farli ragionare, a proibire, a concedere, a permettere, a negare, finché si arriva a un certo punto in cui sembra che tutto sia inutile.

Perché non cambiano, perché rifiutano di parlare, di ascoltare, di dialogare.

Come genitori ci si arrabbia, ci si preoccupa, ci si sente incapaci, inadeguati, in colpa, ma anche incompresi e trattati ingiustamente dai propri figli a cui si dà e si è dato tanto.

Si spera allora che maturino, che capiscano, che crescano in fretta. Perfino che si arrangino, che facciano come credono, perché ci si sente prigionieri, bloccati in una situazione dolorosa, snervante da cui non si riesce a uscire. Come in una gabbia.

GABBIE EDUCATIVE

Ed è proprio così. Come genitori ci si sente in quella che io chiamo "gabbia educativa".

Le "gabbie educative" di fatto sono modalità educative, comunicative e relazionali inefficaci che ci bloccano come genitori e che finiscono inconsapevolmente per "intrappolare" i nostri figli in dinamiche conflittuali, oppositive, disfunzionali e che, anziché aiutarli a spiccare il volo, li rendono fragili, insicuri, scontrosi, aggressivi.

Immagina un animale in gabbia, per esempio un uccellino. Dentro nella gabbia continuerà a svolazzare, farà innumerevoli voli. Gli sembrerà di fare mille voli diversi, di fare cose diverse, ma in realtà continuerà a fare lo stesso volo in modi diversi.

Alla fine sarà stanco, stufo, deluso, perché nonostante tutti i suoi sforzi non è riuscito ad uscire.

La stessa cosa accade come genitori. Si provano mille cose diverse con i propri figli, ma alla fine è sempre la stessa cosa fatta in mille modi diversi, perché anche tu stai volando e facendo volare tuo figlio dentro a una gabbia.

Alla fine sarai (e anche tuo figlio lo sarà), stanco, deluso perché nonostante tutti i tuoi non sei riuscito a uscire da quella situazione.

Il punto è che se vogliamo che i nostri figli possano spiccare il volo verso la loro vita, dobbiamo essere noi i primi a saper volare. I primi a saper uscire dalla "gabbie" che ci imprigionano dentro a una situazione insostenibile.

Perché i nostri figli se da un lato guarderanno a noi per poter imparare a volare, dall’altro svilupperanno i loro talenti in base all’ampiezza dell’orizzonte che concediamo loro di esplorare.

E nessuno può sviluppare ali forti e robuste se costretto a volare dentro l’orizzonte di una gabbia.

USCIRE DALLE GABBIE: GENITORI CON LE ALI

Nel corso di vent’anni trascorsi nell’ambito dell’educazione, dell’insegnamento, della formazione, della consulenza filosofica e della genitorialità ho realizzato un percorso individuale di #12settimane, il percorso GENITORI CON LE ALI – AUTOSTIMA LIBERTÀ INDIPENDENZA, che unisce il meglio di quanto ho studiato e approfondito in trent’anni (e tutt'ora studio) all’esperienza maturata sul campo nei contesti più diversi e problematici in cui ho lavorato e lavoro.

È il frutto di innumerevoli prove ed errori, di successi e insuccessi, di conferme e ripensamenti. Di momenti di crisi e di crescita tanto professionale quanto personale.

È il distillato di altri miei percorsi individuali e di gruppo per consentire ai genitori in 12 settimane - senza inutili perdite di tempo - di sviluppare al meglio il rapporto con i propri figli, tirare fuori le loro potenzialità ed essere sereni e soddisfatti.

Non è un percorso psicologico, né terapeutico.

È un percorso di riflessione e di strategia. Lavora sulle “gabbie mentali”, ovvero sul modo in cui si comunica con loro, a partire dal modo in cui si comunicano le proprie emozioni, sul modo in cui si entra in relazione, in cui si correggono i loro comportamenti sbagliati, sul modo in cui li si può aiutare e sostenere nei passaggi difficili della crescita.

Il percorso per aiutare chi sente di non riuscire a gestire come vorrebbe la genitorialità e la relazione educativa a sbloccarsi e a vivere in maniera serena e autorevole il suo essere genitore.

Il percorso che ti aiuta a sviluppare il giusto mix tra amorevolezza e autorevolezza.

OBIETTIVI CONCRETI

Con questi tre obiettivi concreti bene in mente:

1. aiutarti a superare le difficoltà che stai incontrando con tuo figlio;

2. essere e sentirti un genitore pienamente competente, felice e soddisfatto di te e del rapporto con tuo figlio;

3. far sì che tuo figlio cresca sicuro di sé , autonomo, libero e indipendente.

3 PASSI

Per ottenere questi risultati, lavoreremo insieme su questi 3 passaggi fondamentali:

1. Come comunicare le tue emozioni, le tue intenzioni, le tue ragioni, i tuoi valori a tuo figlio nel modo più efficace e persuasivo.

2. Come gestire in modo amorevole e autorevole i comportamenti di tuo figlio che ti fanno arrabbiare, che ti spaventano, che ti preoccupano (scuola, uso di social e videogiochi) in modo che lui possa tirare fuori il meglio di se stesso.

3. Come ritrovare dialogo e soprattutto serenità nel vostro rapporto.

Perché se i rapporti al lavoro diventano insostenibili possiamo al limite licenziarci, se il rapporto di coppia non funziona più possiamo separarci dal nostro partner, non possiamo licenziarci né separarci da nostro figlio. È un rapporto che durerà tutta la vita. Se lo imposti bene o lo raddrizzi in tempo sarà fonte di continua gioia e soddisfazione.

FUNZIONA

Perché sono così sicuro che funziona?

Perché l’ho sperimentato in vent’anni di lavoro nel mondo della scuola, dell’educazione, della formazione, della genitorialità.

In vent’anni di lavoro nel campo dell’educazione, dell’insegnamento e della formazione ho avuto modo di imbattermi in tantissime situazioni complicate e problematiche e di conseguenza di dover sperimentare in innumerevoli occasioni le più diverse modalità, a partire dalla mia esperienza – durata dieci anni – come insegnante alle scuole medie, di insegnante privato, di educatore, passando per quella ventennale di consulente filosofico e formatore che tiene laboratori di pratiche filosofiche e di prevenzione del rischio dalle scuole primarie alle scuole superiori, e infine di papà di Ezechiele, un meraviglioso bimbo di 8 anni.

Perché nell'affrontare tutto questo in questi anni, mi sono accorto che certe modalità sono tutto ciò che serve per consentire a se stessi e ai propri figli di volare.

E' efficace con:

1. genitori che hanno valori molto forti ma non riescono a trasmetterli ai figli, che fanno fatica a far capire loro l’importanza di quello che vogliono insegnare, che non riescono a comunicare con loro, a farsi ascoltare;

2. genitori che stanno attraversando un momento difficile nel rapporto con i propri figli in particolar modo adolescenti;

3. genitori che fanno fatica a gestire capricci e comportamenti (mangiare, andare a letto, guardare la TV, studiare, giocare ai videogiochi, stare sui social) dei figli;

4. genitori che voglio impostare in modo autorevole e amorevole fin dai primi anni il rapporto con i propri figli;

5. genitori che già sono autorevoli e amorevoli ma che desiderano riuscire a trasmettere e a dare ancora di più ai figli in termini di possibilità e opportunità per riuscire e realizzarsi sereni, sicuri e liberi nella vita.

IL CASO DI V.

Come con una mia cliente che si è rivolta a me, perché aveva un serio problema – così mi disse – con suo figlio V., un meraviglioso bimbo di 9 anni.

Lo descriveva come manesco, disubbidente, come uno che non stava mai fermo, ribelle, rispondeva male, faceva capricci, litigava con la sorellina e con gli amici, rompeva i giochi. A scuola le maestre non sapevano più come fare per contenerlo.

Per cui la mamma, nell’arco dei due anni precedenti lo aveva sottoposto a tutti test possibili e immaginabili – dalla dislessia e ai disturbi dell’attenzione –, senza che gli venisse diagnosticato nessun problema o disturbo.

Non ne poteva più e non sapeva più come fare.

Alla fine del percorso che abbiamo fatto insieme, la mamma era entusiasta di suo figlio, ne riconosceva la creatività, l’autonomia, l’indipendenza, la maturità.

Cosa era accaduto?

Nel giro di poche settimane era passata da una comunicazione che definisco di tipo “repressivo-monodirezionale”, fatta di richiami, urla, rimproveri, obblighi, comandi, punizioni, domande retoriche, decisioni, a una comunicazione di tipo “liberante-bidirezionale”, fatta di ascolto, di rinforzi, riconoscimenti, possibilità, responsabilità, domande aperte, coinvolgimento.

Già nell’arco del primo mese aveva cominciato a vedere i primi risultati.

Il bambino era diventato più sereno, più calmo, meno aggressivo con la sorellina, i compagni di scuola, collaborativo e ubbidiente in casa.

Le maestre che si lamentavano del suo comportamento fin troppo vivace al limite del maleducato, si dicevano soprese del repentino cambiamento di V.: in classe era diventato più tranquillo, non rispondeva male, non si alzava più dal posto, non litigava con i compagni. Era diventato sorridente.

Una sera il bambino dopo aver collaborato a sparecchiare la tavola si era avvicinato alla mamma, l’aveva abbracciata e le aveva detto: “Mamma sai una cosa? Ti voglio bene”.

Quando la signora me lo riferì piangeva dalla gioia e confesso di aver avuto un moto di commozione anch’io.

“È un miracolo!” – mi disse la mamma.

Il motivo di questo “miracolo”?

Molto semplice. Se tieni in gabbia uno spirito libero si ribella. Se lo lasci libero di volare, tornerà a posarsi sulla tua mano.

IL CASO M.

O come è accaduto a una coppia - marito e moglie - di miei clienti è passata dal ritenere il proprio figlio di 14 anni un incapace, un bugiardo, un apatico, un irresponsabile, con problemi di dipendenza dai social e videogiochi e dal considerarsi genitori inadeguati – perché tutti dicevano loro che stavano sbagliando –, a vivere in maniera serena, equilibrata ed efficace la propria genitorialità e a scoprire nel proprio figlio un ragazzo affidabile, serio, responsabile, pieno di voglia di vivere e affettuoso con la propria famiglia, genitori e fratelli più piccoli.

Perché hanno capito che il comportamento del figlio che trascorreva l'intera giornata alla PlayStation non era il problema, ma la richiesta di essere capito e aiutato nel cercare di soddisfare e realizzare in maniera più funzionale un passaggio molto delicato della sua vita.

Per cui se questo è il tipo di risultati che interessa anche a te ottenere,


prenota la tua chiamata gratuita di svolta di 30 minuti.

Capirò insieme a te se sono il professionista adatto a te e al tuo specifico problema educativo.

Perché il mio percorso non è per tutti perché non è efficace con tutti.

Infatti, io e il mio percorso non facciamo per te se cerchi una soluzione miracolosa, a basso costo e impegno.

Se ti aspetti che io risolva il tuo problema al posto tuo, se credi che dipenda dagli altri dalla scuola, dal tuo partner, da tuo figlio, dal segno zodiacale.

Se credi che tanto vale provare anche questo.

Perché la vita e il mio lavoro sono già abbastanza impegnativi per complicarseli ulteriormente.

Se viceversa sei disposto a fare fatica, se sei convinto a investire su di te, sul modo in cui interpreti il tuo ruolo di genitore, sui tuoi figli e sul loro futuro, se cerchi buone domande, se sei curioso, se desideri esplorare nuovi orizzonti, se sei disposto a metterti in gioco in prima persona, a provare, a sperimentare, allora vuol dire che molto molto probabilmente siamo fatti per poter lavorare bene insieme con efficacia.

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